15.000 PERSONE AFFOLLANO L’ARENA: FESTIVAL SHOW CONSACRATO TOUR DEI RECORD

La serata conclusiva del Festival Show 2014, ieri sera per la prima volta in Arena, si apre in un turbine di bellezza femminile: sono le dieci finaliste di Miss Kaos a calcare per prime il grande palcoscenico. L’anfiteatro, quando sfilano durante il pre-show, deve ancora riempirsi: meno di venti minuti dopo platea e gradinate sono gremiti di pubblico. Il biglietto gratuito, la tersa serata di fine estate e un parterre degno delle grandi occasioni confermano l’intuito e la fortuna con cui questa rassegna è riuscita a colmare il vuoto lasciato dai Festivalbar di un passato ormai remoto.
I primi artisti ad esibirsi, con un doveroso omaggio al tempio della lirica che accoglie l’evento, sono il maestro Fracesco Sartori e il tenore Francesco Grollo con Il canto della terra. L’entrata in scena dei presentatori Paolo Baruzzo e Laura Barriales (il cui eterno sorriso, bisogna ammetterlo, è contagioso) segna l’inizio della kermese vera e propria.
Il pubblico, invece, il tormentone Ulisse, del rapper Rage, filastrocca amorosa di quelle che svaporano i primi di ottobre. Netto il contrasto con la serietà dei Nomadi, che propongono Niente di nuovo e il classico Io vagabondo. Tutti la conoscono a memoria: dai quindici ai settant’anni, a dimostrazione del fatto che la grande musica non ha età. A illuminare l’Arena non sono più gli accendini ma le luci degli smartphone, eppure il coro di migliaia di voci mette lo stesso i brividi.
Parla di piadine ed estati perdute il divertente elettro-pop di Paolo Simoni: il ritornello di 15 agosto evoca Battiato nei momenti più svagati. Dopo un tuffo negli anni ’60 dei Beatles con la cover band Beatbox è l’ora dei tre giovani talenti selezionati per il premio Festival Show. Il vincitore è annunciato dopo l’esibizione di Red Canzian, in vacanza dai Pooh e ringiovanito nei ritmi ariosi del nuovo album. Ed è Red a premiare la brava Francesca Miccoli nel momento dedicato ai giovani talenti condotto dagli speaker Franco ghirardello e Monica Morgan. Lacrime di gioia e un vento gelido che scende improvviso mandando a casa qualche genitore in platea, i posti non restano liberi a lungo.
L’atmosfera si scalda subito con Annalisa: bellissima e brava, la voce più intensa uscita da Amici. E da Amici arrivano molti dei beniamini della serata: Marco Carta, Moreno ed i Dear Jack. Fan in delirio e complimenti alla fucina De Filippi, che tiene classifiche e trend in pugno da una decade. Applausi anche alla tempra dell’immarcescibile Bobby Solo.
Tra Una lacrima sul viso ed il nuovo sound folkeggiante dei Sonohra ci sono cinquant’anni di musica italiana. I fratelli veronesi attaccano il palco con due chitarre, la guest vocalist Claudia «Cloe» Sala, un banjo che fa molto Mumford and Sons e l’aiuto di Francesco Monetti dei Modena City Ramblers. Una consolle poi si illumina, fuochi d’artificio, il corpo di ballo internazionale dei Kataklò e Gabry Ponte che fa inpazzire le 15.000 persone che hanno affollato l’Arena. Gran finale con la classe di Roberto Vecchioni che indossa una T-shirt con una citazione dal film Il postino, una frase del personaggio di Mario Ruoppolo interpretato da Massimo Troisi: «La poesia non è di chi la scrive ma di chi se ne serve».
Infine la proclamazione di Miss Kaos: è Sofia Pivato di Cittadella. L’unica veronese, Veronica Bissoli, è Miss Wella. (Fonte: L’Arena)