ANDREA MINGARDI

Nasce a Bologna da madre siciliana e padre bolognese.
Divide l'adolescenza tra passioni distanti tra loro: lo sport, la musica, il cinema e il biliardo. Se grazie a quest'ultimo riesce a diventare economicamente indipendente, con il calcio raggiunge la maglia da portiere titolare della squadra giovanile del Bologna. Contemporaneamente inizia a suonare la batteria e approccia alle prime esperienze jazzistiche che dissolveranno in maniera incrociata col fenomeno del rock'n'roll.
A 18 anni fonda il primo complesso di rock'n'roll italiano che prende il nome di Golden Rock Boys. Tra studio tradizionale e tutto il resto poco compatibile, vince la passione per la musica e parte un interminabile "on the road".

Tra Festival del jazz, rassegne blues e esperienze musicali variegate, si sviluppano amori conseguenti e mai, anche se trascurati, dimenticati.
Così la pittura, quasi a dare un senso alle rare pause professionali, o il cinema con il quale ha una esperienza, premiata come attore, al Festival di Venezia, nel film “Flipper” di A. Barzini.
La sua natura nera e zappiana convive con un'immagine rugginosa e spigolosamente sarcastica, ingredienti che rallentano un tipo di notorietà nazional-popolare che giunge solo con le partecipazioni a Sanremo.
Nel tempo i sogni iniziali diventano muri sempre più solidi di una casa alla quale non vuole rinunciare e così lo sportè un macrocosmo da vivere e analizzare, la musica

una prateria da percorrere senza steccati e la vocazione figurativavive di una fusione tra inquadrature fisse nella memoria e oggetti e colori che hanno un significato, un ruolo di testimoni nella sua vita, raccogliendo note, rantoli antichi, melodie inconsuete, concentrandole in manufatti che, a volte, ci sforziamo di definire semplicemente quadri.

visitatore 417