ARAM QUARTET
Antonio detto “il bello” per evidenti motivi o “il cotenna” per la pettinatura, Raffaele detto “’o Sarracino” per i ricci capelli ribelli, Michele detto “belli capelli” per un complimento di un fan di 70 anni e Antonio A. detto “il malado” per il suo chiodo fisso verso le donne, sono gli entusiasti componenti degli A.R.A.M..Il nome del gruppo, altro non è che l’acronimo delle iniziali dei loro nomi stessi. La band è formata da una varia tipologia di spiriti: Antonio ne è l’anima pop, Michele l’anima rock, Raffaele l’anima leggera italiana ed Antonio A. quella più funky-jazz.Circa dieci anni fa, si sono conosciuti frequentando le lezioni di canto del Maestro Nando Mancarella a Lecce e da quel momento, non si sono più lasciati.Tutti avviati con carriere da solisti, una volta conosciuti ed uniti da una profonda amicizia, si sono incamminati verso la musica jazz in un primo momento, per poi dirigersi verso la musica pop-soul, un po’ più commerciale.Rimangono grandi amanti della musica jazz e non si ispirano a nessuno in particolare, seppur il talento di Stevie Wonder, li faccia sempre sbalordire.La musica rappresenta la loro amicizia, ma rimarrebbero sicuramente amici anche senza di lei.Seppur sarebbe molto più dura la vita per tutti loro, senza la musica.Nella scrittura di musica e testi, fortunatamente l’ispirazione artistica viene a tutti in egual misura, anche se Antonio M. si considera il più romantico e che ama interpretare soprattutto canzoni d’amore.Forse, essendo il più giovane, ha ancora molte languide aspirazioni.Raffaele, il più “anziano” del gruppo e quindi colui che ha maggior esperienza di vita, è l’autore dei testi.Sono tutti single, ma principalmente Antonio e Michele si danno da fare come focosi, giovani musicisti latin lover pugliesi.Condividono tutto insieme, tranne per l’appunto, le varie fidanzatine.I primi entusiastici fans, sono da sempre i loro genitori.
Naturalmente tutti sono avviati verso la carriera di cantanti, ma nel frattempo c’è chi, come Antonio M. studia lingue all’Università di Lecce, o Antonio A. che studia Scienze politiche e frequenta il Conservatorio a Monopolli (Ba), Michele che studia Storia e Scienze e Tecniche della Musica e dello Spettacolo a Roma e Raffaele, per ora disoccupato ma fino allo scorso anno impiegato come agente bancario.La loro prima esibizione come gruppo è stata ad un festival locale nelle Puglie e, non essendo riusciti a riunirsi e passare del tempo insieme per provare e riprovare le canzoni, hanno trovato un divertente escamotage: fare le prove via telefono. E così hanno fatto; tre di loro hanno cantato live dallo studio, mentre Michele si intonava al telefono, in vivavoce… Lo scorso primo gennaio 2008 hanno avuto grande soddisfazione cantando nella basilica di Santa Caterina a Galatina (Le), furoreggiando con “L’Adeste fidelis” in chiave jazz.Come ogni band che si rispetti, anche gli A.R.A.M. badano al proprio look, ma fino ad un certo punto.Amano indossare jeans con una giacca scura, ma tutti vogliono vestire abiti che rappresenti al meglio la loro personalità. Antonio M., per esempio, è l’unico a voler sempre indossare la cravatta.
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