I CORVI
In soli pochi anni di attività i Corvi si sono inseriti di diritto tra i migliori di tutto il Beat italiano, insieme a Equipe 84, Nomadi e pochi altri. La loro musica spazia tra beat, psichedelica e un inizio di hard rock.
Tutto inizio' nel 1965, a quel tempo i Corvi erano una cover-band a base di Beatles, Rolling Stones, e
attraverso conoscenze riuscirono a partecipare al concorso per esordienti "Rapallo Davoli”, dove tra centinaia di gruppi provenienti da tutta Italia, si piazzarono secondi. La Ariston li prese sotto contratto e li fece partecipare al cantagiro del '66 (di Ezio Radaelli) con il brano "Ragazzo di strada" (cover di "I ain't no miracle worker" degli sconosciuti americani Brogues), uno dei brani più belli degli anni '60. Il brano ottenne un grande successo. Sonorità distorte, testi crudi e realisti con tanto di corvo nero (chiamato "Alfredo", che poi mori' dimenticato nel furgone con gli strumenti) appollaiato sul manico della chitarra, che li pose ai vertici delle classifiche di vendita, insieme alla loro immagine ritagliata su ragazzi poco raccomandabili. A questo successo ne seguirono altri: "Sospesa ad un filo" (cover di "I had too much to dream" degli Electic Prunes), "Bang bang" di Sonny Bono, "Datemi una lacrima per piangere", "Che notte ragazzi", la bellissima "Quando quell'uomo ritornerà”, che insieme ad altri singoli andarono a comporre il loro unico LP, un pilastro nel panorama beat. Alla fine del '66, a causa di diverbi con la casa discografica, volarono cazzotti, i Corvi passarono alla Bluebell, con la quale incidono "Bambolina" (cover di "Any day now" di Burt Bacarach), "Datemi un biglietto d'aereo" (cover di "The letter" dei Box Tops)e, "Questo è giusto?" (cover di "Morning dew" degli Episodi).
Il '69 segna la crisi del gruppo, e con un ultimo singolo "Ama" e il lato B ""No bugie no", che poco hanno a che vedere con lo spirito libero dei "ragazzi di strada", i Corvi si sciolgono.
Nel 1982, i Corvi con tre membri originali si ricostituiscono, incidendo una nuova versione di "Un ragazzo di strada”, ma è solo un'episodio.
La vera e propria resurrezione si ha alla fine degli anni '80, con l'uscita dell'album "I Corvi hanno preso la pastiglia", per l'etichetta indipendente "Hiara Records", con cui riprendono a fare concerti. Il disco contiene nuovi brani e alcuni loro successi anni '60, riproposti. La loro storia continua nel 2002 con l’uscita di un nuovo LP intitolato “Ricetta antirughe”, composto di alcuni inediti e dei cavalli di battaglia di sempre della formazione.